PERICOLOSO ATTERRARE A VISTA A 2400M

Il titolo è stato scelto dal giornalista; come sapete loro tendono a richiamare l’attenzione.
Fu un’intervista del maggio 2017, concessa a latere della presentazione del mio libro Handling The Circling.
ANSA, oltre a pubblicarla direttamente, la invia a diversi quotidiani e riviste i quali pubblicano la notizia con maggiori o minori dettagli. Ecco perché la seconda parte è una ripetizione ampliata.


Notizia condensata

2017-05-18 13:22

Aerei: studio, pericoloso atterraggio a vista a 2.400 metri MILANO

MILANO, 18 MAG – ( ANSA ) – Quando si verifica un vento di coda superiore ai 10 nodi gli aerei non possono atterrare. Per poterlo fare devono rinunciare alla procedura strumentale, negli aeroporti in cui è consentito, e portarsi dalla parte opposta della pista con una pratica denominata ‘Circling’ che richiede, per le regole delle Authority del volo, una visibilità minima di 2.400 metri per i velivoli più usati dalle compagnie. Questa distanza viene considerata “insufficiente” e quindi “pericolosa” in uno studio, riportato in un libro per piloti, di Gianni Guiducci già comandante di prima classe oggi definito senior.

In sintesi – è spiegato in ‘Handling the Circling’ – basandosi su analisi matematiche, geometriche e trigonometriche nella categoria C degli aerei (fra cui Boeing 727, 737-200; MD 80; Airbus 300, 310, 318, 319, 320, 330 e Fokker 100) la distanza ottimale di visibilità sarebbe intorno ai 3.700 metri “tanto che alcune compagnie indicano per parte loro i 4.000 metri”. (ANSA).


Notizia espansa

Notizia lunga 2017-05-18 14:55 ANSA

Aerei: studio, pericoloso atterraggio a vista a 2.400 metri Ex pilota Guiducci, procedura ‘circling‘ richiede più visibilità MILANO

(di Claudio Scarinzi)

MILANO, 18 MAG – (ANSA) Quando si verifica un vento di coda superiore ai 10 nodi gli aerei non possono atterrare. Per poterlo fare devono rinunciare alla procedura strumentale, negli aeroporti in cui è consentito, e portarsi dalla parte opposta della pista con una pratica denominata ‘Circling’ che richiede, per le regole delle Authority del volo, una visibilità minima di 2.400 metri per i velivoli più usati dalle compagnie. Questa distanza viene considerata “insufficiente” e quindi “pericolosa” in uno studio, riportato in un libro per piloti, di Gianni Guiducci già comandante di prima classe oggi definito senior.

In sintesi – è spiegato in ‘Handling the Circling – basandosi su analisi matematiche, geometriche e trigonometriche nella categoria C degli aerei (fra cui Boeing 727, 737-200; MD 80; Airbus 300, 310, 318, 319, 320, 330 e Fokker 100) la distanza ottimale di visibilità sarebbe intorno ai 3.700 metri “tanto che alcune compagnie indicano per parte loro i 4.000 metri”.

In particolare il ‘Circling’ consiste in una procedura in cui l’aereo, a causa del vento in coda o della pista troppo corta da un lato, interrompe l’atterraggio strumentale e per atterrare compie un circuito ellittico per arrivare esattamente dalla parte opposta, una specie di biscotto, durante il quale il pilota deve vedere la pista o almeno una parte di essa ad almeno 2.400 metri di distanza secondo le disposizioni di Icao e Faa.

Ma per Guiducci, 71 anni, di Bologna, milanese d’adozione, già pilota con 15 mila ore di volo e già direttore operazioni volo e capo addestratore, oggi perito per il Tribunale di Milano civile e penale per gli incidenti aerei, questa distanza “mette a rischio gli aerei di non vedere la pista, perdere la propria posizione in aria e quindi di poter incontrare ostacoli e soprattutto di non essere in grado di fare un atterraggio cosiddetto stabilizzato, quello considerato corretto”.

“Vi sono diversi casi di incidenti dovuti a un ‘Circling’ fatto con insufficiente visibilità – sottolinea Guiducci -. Per esempio nell’incidente di Airchina del 2002 in Sud Corea il comandante ha fatto diversi errori professionali e di valutazione. Ma un dato è certo: dalla relazione della Commissione d’inchiesta, si ricava che avrebbe dovuto avere una visibilità di 3.200 metri, ma se fosse stato vero tra l’istante in cui avesse avuto in vista la montagna e l’impatto, sarebbero passati 42 secondi un tempo sufficiente ad evitare l’ostacolo con virata o salita”.

Secondo una stima conservativa fatta nel libro, in Italia – su 24 aeroporti, con almeno una testata pista senza procedura strumentale elettronica – si eseguono circa 3.600 Circling all’anno. Più in generale dai dati delle Authority, riguardo ai soli voli commerciali nel mondo, si rileva che si sono verificati 13 incidenti (di grossi aerei) con un totale di oltre 750 vittime negli ultimi 20 anni. Il che porta a una media di 37,5 vittime/anno. (ANSA).


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