Cari Lettori e Amici
Mi auguro che il 2026 vi porti quanto da voi desiderato.
Dal canto mio, spero che “come se nulla fosse?” risulti interessante. E che le Scuole di volo, le Compagnie e le Authority finalmente controllino quanto dico e pongano rimedio a ciò che non va.
Voli nei periodi bui
Ho ricevuto uno scritto, tra i tanti da parte di EASA, che ritengo molto interessante.
Viene affrontata la tematica riguardante i pericoli dovuti al lavoro dei piloti durante i periodi invernali, dove è minore il periodo di luce giornaliera (ora nell’emisfero nord).
Rostering, stanchezza e salute mentale nella stagione buia – nelle operazioni aeree comunitarie
John FRANKLIN • 15 dicembre 2025
Gestire le persone quando la luce del giorno è breve, le notti lunghe e l’energia bassa
In inverno, le sfide di sicurezza non derivano solo da neve e ghiaccio, ma anche dall’interno della sala equipaggio.
Meno ore di luce, lunghi turni notturni, orari irregolari e temperature più fredde possono contribuire a prosciugare energia e motivazione. Per alcuni, l’effetto è sottile – un po’ più di stanchezza, un po’ più lento a reagire. Per altri è più grave, scatenando stanchezza, umore basso e/o persino Disturbo Affettivo Stagionale (SAD).
Quando la stanchezza si imbatte in un compito critico per la sicurezza, i rischi si moltiplicano rapidamente.
🌒 Perché l’inverno rende diversa la stanchezza
- Le brevi ore di luce interrompono i segnali circadiani, rendendo più difficile restare vigili nel mattino presto o nel tardo pomeriggio.
- I lunghi turni notturni aumentano il debito di sonno, soprattutto per chi fatica a riposare durante il giorno.
- Il freddo riduce il comfort fisico, incoraggiando gli equipaggi a rimanere al chiuso tra un compito e l’altro e limitando l’esercizio fisico.
- I programmi delle festività possono portare a compressioni degli orti, periodi di riposo più brevi e più turni consecutivi.
Il risultato? Gli equipaggi possono rispettare i limiti legali del dovere ma possono comunque sentirsi esauste – mentalmente e/o fisicamente.
🧠 La salute mentale nella stagione oscura
I rischi per la salute mentale aumentano anche in inverno:
- Il SAD può portare a un umore basso, mancanza di energia e/o difficoltà di concentrazione.
- La stanchezza prolungata può erodere la qualità del processo decisionale e la consapevolezza situazionale.
- Un contatto sociale ridotto (a causa del maltempo, dei turni lunghi e/o dell’isolamento lontano dalla base) può aumentare lo stress.
Per molti, questi sintomi si accumulano gradualmente e possono passare inosservati finché la performance non è chiaramente influenzata.
🛠 Contromisure pratiche
Per gli equipaggi che compongono il roster:
- Limita gli inizi anticipati consecutivi nei mesi invernali.
- Evita compiti inutili di divisione quando possibile.
- Assicurati che il riposo minimo non sia solo legale, ma significativo.
- Considera opportunità di esposizione alla luce diurna per gli equipaggi che partecipano a viaggi di più giorni.
Per i membri dell’equipaggio:
- Usa lampade per la luce durante i briefing mattutini o a casa per simulare l’esposizione alla luce diurna.
- Mantieni un ritmo costante di sonno/veglia nei giorni liberi.
- Programma attività fisica breve – anche passeggiate brevi – per resettare il ritmo circadiano.
- Monitora onestamente i livelli di stanchezza personale e segnala le preoccupazioni in anticipo.
Affaticamento Invernale e Salute Mentale – Riepilogo dei pilastri della sicurezza
🧠 Mentalità
La stanchezza non è qualcosa con cui si deve superare sperando di poter affrontare, è un rischio condiviso per la sicurezza che deve essere gestito insieme dall’organizzazione e dagli individui. Parla prima che diventi un pericolo.
👥 Persone
Il benessere dell’equipaggio è un investimento di sicurezza. La formazione degli orario, la formazione e il supporto tra pari giocano tutti un ruolo nella prevenzione.
⚙️ Attrezzatura
Utilizza strumenti disponibili – come sistemi di gestione del rischio di fatica (FRMS), app per il test dell’attenzione e dispositivi di terapia della luce – per contrastare gli effetti stagionali.
📋 Conformità
Segui rigorosamente i requisiti di riposo e i protocolli FRMS. Evita compiti di auto-estensione o “semplicemente insistere” quando sei stanco.
⚠️ Rischi
- Tempo di reazione ridotto.
- Decisioni sbagliate sotto pressione.
- Errori di comunicazione nella cabina di pilotaggio o sulla rampa.
- Irritabilità aumentata e conflitti interpersonali.
📚 Apprendimento
Diversi rapporti di sicurezza invernale hanno evidenziato errori legati alla fatica durante le operazioni di routine, inclusi errori di identificazione delle taxiway e omissioni di checklist. Sebbene i numerosi equipaggi coinvolti si sentissero “funzionali”, in seguito ammisero di essere mentalmente esausti.
Esempio di Occorrenza: Risposta lenta alla Prova Finale
A un arrivo a tarda sera dopo tre turni notturni consecutivi, un equipaggio di Safewings effettuò un avvicinamento stabile, ma non rispose immediatamente a un’istruzione improvvisa dell’ATC di girare, a causa di un’incursione sulla pista. Il ritardo fu di pochi secondi, ma sufficiente a richiedere una manovra evasiva da parte di un altro velivolo.
L’analisi post-evento ha mostrato:
- L’equipaggio aveva avuto un riposo legale, ma disturbava i ritmi del sonno.
- Entrambi hanno riportato alti livelli di stanchezza dopo l’evento.
- Il tempo di reazione del Pilot Flying (PF) è stato rallentato di circa 2-3 secondi rispetto alla base del simulatore.
Azioni intraprese:
- Politica rivista sugli orari per il turno notturno durante l’inverno.
- Aumento della promozione dell’auto-segnalazione per fatica senza penalità.
- Aggiunta di modulo di sensibilizzazione sulla salute mentale alla formazione annuale ricorrente.
Parola finale
La fatica invernale è silenziosa, cumulativa e pericolosa quanto il ghiaccio su un’ala. L’equipaggio più sicuro è quello che arriva sveglio, riposato e mentalmente pronto, il che richiede una pianificazione non solo da parte degli equipaggi di formazione, ma anche da parte dei singoli individui.
Spero sia stato interessante e rinnovo gli auguri di un ottimo 2026
Gianni
Vivere nelle zone buie d’inverno





