INVENTARE AEROPORTI

Avendo l’incarico di Capo Pilota nella VipAir, ebbi occasione di collaborare con Italairport, ditta a cui fu dato l’incarico di aggiornare e rendere strumentale l’aeroporto di Perugia.

Il Linate – Perugia – Linate, fu la prima tratta di III° livello interregionale in Italia.

Oltre che per diverse scelte, come ad esempio le luci ( strobe in testata pista ), collaborai sulla stesura delle procedure di avvicinamento / atterraggio, tra le quali suggerii il percorso ad Arco DME, tra i primi in Italia.

All’ora era in uso comune la “ goccia “ ( teardrop ): sorvolo della radioassistenza, radiale di allontanamento, virata base di oltre 180° e radiale di avvicinamento finale.

Nel caso di Perugia, proveniendo circa da NordOvest, risultava più comodo e veloce usufruire di un “ arco DME “ che portava il velivolo direttamente in finale.

Nel settembre 1982, JP4  ritenne di portare a conoscenza del pubblico cosa fosse, e cosa fosse in grado di fare, una ditta italiana di grande prestigio.

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INVENTARE AEROPORTI

Gianni Guiducci

Una volta tanto vi vogliamo parlare di un argomento un po’ insolito, o meglio di una ditta italiana che opera a livello mon­diale nel campo della realizzazione di ae­roporti. È l’Italaiport nata nel 1971 col nome di S.E.A. Consulting, l’unica società italiana specializzata esclusivamente in pianificazione e ingegneria aeroportuale e del trasporto aereo. Il nome originario in­dividua chiaramente le origini: la SEA Società Esercizi Aeroportuali, Airport Autority di Milano. In un settore domi­nato da tempo da grosse concorrenti estere quali la Aéroport de Paris (Francia), NA-CO (Olanda), Airconsult (Germania Fe­derale), Scott, Wilson & Kirkpatrik (Gran Bretagna), la Italairport vince in Italia i concorsi per la ricostruzione degli aero­porti in base alla famosa legge 825. Ed ecco gli ampliamenti e gli ammoderna­menti in una lunga lista di aeroporti Mi­lano (Linate e Malpensa), Verona, Trieste, Bologna, Ancona, Pisa, Rimini, Napoli, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Pan­telleria e Lampedusa.

Anche all’estero la società muove con successo i primi passi: New York, Bankok, El Salvador, Panama, Entebbe, Lisbona e Zinguinchor (Senegal), sono nomi legati ad importanti interventi di progettazione come pure quelli più recenti in Angola, Cameroun, Libia, Egitto, Somalia, Tunisia e Guatemala.

La Italairport va via via af­fermando il suo patrimonio di tecnologia ad altissimo livello tanto da divenire il po­lo catalizzatore dell’immagine italiana del settore sul mercato estero.

Ma vediamo ora il modus operandi di questa società, autentico laboratorio da cui nasce la «macchina aeroporto». La società è strutturata in dipartimenti che prendono il nome dalle componenti stesse dell’aeroporto: infrastrutture, architettura, struttu­re, impianti elettrici, navaids, telecomuni­cazioni, impianti meccanici, computi e sti­me, management aeroportuale.

Ciascun dipartimento opera autonomamente nell’ambito del progetto, pur man­tenendo un contatto continuo con le altre componenti attraverso il coordinamento svolto dal Projet Manager con la collaborazione dei capi dipartimento. Ogni di­partimento, poi, è in grado di proporzio­nare il proprio intervento sulla dimensione e consistenza del progetto: studio di fattibilità, master plan, progetto preliminare ed esecutivo, super visione lavori, assistenza al management, training del personale.

Nell’ambito di tale ingranaggio un di­scorso particolare merita il centro di cal­colo: il luogo in cui la domanda, posta nei suoi termini tecnico-specialistici più com­plessi, trova la risposta altrettanto precisa fornita dal computer, come l’interpreta­zione aerofotogrammi, la restituzione grafica di probabili assi pista su topografie disegnate nei minimi dettagli con calcolo dei movimenti di terra, visualizzazione di curve isofoniche agli effetti della minimizzazione dell’inquinamento da rumore, ecc.

Ma facciamo un esempio concreto nel caso che sia sottoposto alla Italairport lo studio per la realizzazione di un nuovo aeroporto. Innanzitutto vengono memo­rizzate dal computer tutte le elevazioni del territorio in esame e ricercato, in base alla orografia, ai venti dominanti, ecc., il luogo ideale alla costruzione degli impianti ae­roportuali. Sempre il computer disegna le carte delle zone isofoniche che evidenzia­no eventuali incompatibilità della zona prescelta per la vicinanza di agglomerati urbani preesistenti. Scelto il luogo in cui sorgerà la pista d’involo, vengono proget­tati tutti quegli elementi di contorno ne­cessari al normale svolgersi delle attività aeroportuali: piazzali, torre di controllo, hangars, aerostazioni passeggeri e merci.

Il passo successivo consiste nell’indicare le radio assistenze al volo più consone al previsto livello di utilizzazione dell’aero­porto. Saranno poi create ex novo tutte le procedure di volo quali arrivi, partenze, decollo ed atterraggio secondo quanto stabilito dall’I.C.A.O.; viene studiato l’in­serimento nel reticolo del traffico aereo nazionale ed internazionale. Vengono quindi progettate tutte le illuminazioni (piste, aerostazioni, piazzali, ecc.), le reti di telecomunicazione, le vie di accesso al complesso aeroportuale con auto, treno, autobus, metropolitana, tutto fino al più piccolo particolare. Infine, si ipotizzano le necessità aeroportuali pianificando il pre­visto traffico aereo passeggeri e merci con proiezioni fino a 15 anni, dando l’oppor­tunità agli enti decisionali di conoscere a priori quali strutture, costruite per tempo, daranno la migliore utilizzazione.

Un aeroporto dunque non si improvvi­sa, e per realizzarlo occorrono ditte alta­mente specializzate come appunto la Italairport. Questa ha sede in un palazzo di cui occupa due piani per un totale di 1.600 mq. di superfice. Si avvale della collaborazione di oltre 60 persone altamente spe­cializzate. Ma oltre allo studio, la società è in grado di realizzare in pratica quanto già fissato sulla carta, in proprio o avvalendosi della collaborazione di ditte specializzate nei vari campi. Quindi non solo teoria ma anche fatti.

 

Vista del pastico del nuovo aeroporto di Mogadiscio in Somalia studiato dalla Italairport. A destra, il centro di calcolo della società italiana. Nello sfondo si intravede il salone dei disegnatori.

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